25 gennaio 2012
03 gennaio 2012
Il mondo è vostro!
Categoria:
Occhi Aperti
Giornalista, scrittore, viaggiatore, esperto di vita o semplicemente un "grullo" come amava definirsi. Chiamatelo come volete, quello che è sicuramente assodato è che Tiziano Terzani era un Uomo.
Uno di quegli uomini con la U maiuscola che amava vivere la vita senza pregiudizi e dogmi predefiniti che ostacolano ciò che lui professava da tempo: capire chi si è veramente.
I suoi libri e la sua storia, d'altronde, certificano ciò che Terzani voleva cercare di essere.
Pacifista convinto, tanto da arrivare ad interrompere la sua esperienza eremita ai vertici dell'Himalaya pur di rispondere alle invettive di Oriana Fallaci che, in seguito alla tragedia dell'11 settembre, cavalcava l'onda della violenza e della vendetta, "aizzando il cane che è in ognuno di noi" come diceva lo stesso scrittore Toscano.
Da questa vicenda nacque proprio uno dei suoi libri a mio avviso più inzuppati di vita, "Lettere contro la guerra", nel quale tifava senza troppo mistero per la "non violenza", condannando la guerra e le barbarie originate sempre dalla sete di vendetta.
"L'indifferenza è la più grande malattia del nostro tempo" - diceva Terzani - "Questo cinismo con cui siamo abituati a crescere. Ma non dobbiamo darcene tutta la colpa. E' il sistema che ci porta a vivere così. Tu capisci devi alzarti alle sette, suona la sveglia, devi prendere il caffè di corsa, alle 8 ti aspetta l'autobus, alle 9 devi timbrare il cartellino, poi devi uscire a prendere il bambino e riportarlo a casa, tornare a fare la spesa, fare da mangiare.. la sera guardi il telegiornale e sei morto.. un massacro in Uganda, il genocidio in Rwanda, 20 morti a Baghdad e si diventa indifferenti.".
Parole chiare con le quali Tiziano indicava senza fronzoli il proprio punto di vista, orientato nel capire chi sono gli altri e che cosa vogliono gli altri, non certo per giustificare i loro assassini, ma per cercare di eliminare le ragioni che portano alla violenza.
Da sempre sostenitore del fatto che quello che può mettere fine al terrorismo non sono le bombe figlie del desiderio di vendetta, ma, bensì, l'eliminazione delle ragioni che danno vita al terrorismo, uno dei problemi più rilevanti sollevato dallo scrittore Toscano era proprio questo: ci è sempre più impedito di sapere che cosa vogliono gli altri, chi sono gli altri, impedendoci così di comprendere tutto ciò che appartiene ad un mondo diverso dalla nostra cultura occidentale; un mondo pieno di gente che non vuole vivere come noi, sognare come noi, mangiare come noi e che ingloba, allo stesso tempo, parte della nostra cultura che sta diventando così, per il rifiuto del consumismo, per il rifiuto di questa globalizzazione che globalizza i principi, i prodotti e fa di ognuno di noi semplicemente dei consumatori.
Ecco un estratto di un docu-film a lui dedicato, all'interno del quale dà un chiaro messaggio ai giovani.
"E capisco che violenza genera violenza. se voi vivete in un mondo che sentite violento, reagirete con violenza. Lo capisco. Devo dire, negli ultimi trent'anni, non ho letto i vostri giornali, non ho visto la vostra televisione, non ho un telefonino, ho un modo diverso di comunicare per cui certo che sono diverso. Lo so, la vostra vita non è facile; voi avete il senso di essere isolati, che il mondo non è vostro.
Certo che uno legge il corriere dello sport , perché quello di cui parlo gli pare un problema che non lo tocca. E' frustrato perché il mondo è di quegli altri: di quelli con la cravatta, di quelli che hanno il potere, di quelli che hanno i soldi. E lui si deve consolare con una piccola cosa: la sua amica, un viaggio al mare, una pizzettina. Il mondo è degli altri.
E il mio messaggio ragazzi è questo: IL MONDO E' VOSTRO!
Potete cambiarlo, non fatevi intrappolare in ruoli che non vi piacciono, perché si può fare l'avvocato, il medico, il giornalista, lo psicoanalista, il muratore, il fabbro... LO SI PUO' FARE AMANDO QUEL CHE SI FA.
E si può in ogni professione: inventandosi un margine di personalità, FARLO CON PASSIONE E AMORE.
Ve lo garantisco, l'ho fatto io ed è possibile per tutti.
E il mio messaggio ragazzi è questo: IL MONDO E' VOSTRO!"
(Tiziano Terzani - Firenze 14 settembre 1939; Orsigna 28 luglio 2004)
21 dicembre 2011
Tollerare i boia. Condannare Topolino
Categoria:
controinformazione
"L'orrore! L'orrore!" urlava Kurtz in "Cuore di tenebra". Il disgusto e la disapprovazione vissuta dal protagonista del romanzo di Joseph Conrad, non sembra essere molto differente da quello percepito da migliaia e migliaia di persone ogni qual volta i mass media ripropongono raccapriccianti immagini raffiguranti il cosiddetto "massacro delle balene", un rituale che si ripete ogni anno nelle isole Far Oer.
E' il disprezzo provato dal mondo "civilizzato" che condanna questa crudeltà, dichiarandosi contro una violenza a cui non può tollerare di assistere.
In effetti, la fonte di una qualunque forma di intolleranza è causata da ciò che noi sappiamo e vediamo, o meglio, nella stragrande maggioranza, da ciò che vogliono che noi sappiamo e vediamo.
La parola chiave è ipocrisia, ovvero la qualità del cittadino che volontariamente pretende di possedere credenze, opinioni, e ideali che in pratica non ha. Questa malattia si manifesta quando si tenta di ingannare con tali affermazioni altre persone, ma, più di sovente, quando si tenta di ingannare sé stessi.
E' un'operazione che giornalmente ognuno di noi compie, anche inconsciamente, e questo massacro delle balene ne è un caso eclatante.
La civiltà, infatti, scalpita e si indigna per i cetacei assassinati, ma non fa altrettanto per i polli di allevamento, costretti a vivere la loro esistenza in batterie, l'uno sopra l'altro, senza spazio per muoversi, urinandosi e defecandosi addosso.
E' la stessa civiltà che sopporta con indifferenza l'allevamento degli agnelli pasquali, animali che vivono e muoiono in una scatola dalla nascita al giorno della macellazione, senza mai conoscere la luce del sole.E' la medesima massa di consumatori che fa finta di non conoscere la terribile procedura con cui viene ucciso il bestiame: un compressore da cui parte un chiodo nel cervello risucchiandone il contenuto.
Ma è anche la stessa società che compra cosmetici femminili, prodotti testati portando ad incandescenza l'epidermide di maiali vivi.
La massa di cittadini che uccide animali da pelliccia scuoiandoli vivi per non rischiare di rovinare il vello, "utile" scalda collo per gli inverni freddi e le serate di gala.
La medesima cultura che massacra le tonnare, ambienti dove i tonni vengono eliminati in massa a suon di bastonate, in modo tale da farci trovare le nostre care scatolette di tonno in fila e ben ordinate sui banchi del supermercato di fiducia.
Ovviamente tutto ciò non desta scalpore. Non almeno quanto ciò che avviene ogni anno nelle isole Far Oer, massacro che è fonte dell'indignazione che ogni anno viene propinata da elementi della società informati come un granello di sabbia nel deserto.
Un massacro che è sicuramente violento e condannabile, ma che è originato da 50.000 abitanti che si azzardano a cacciare animali nati e cresciuti in libertà, utili a ottenere 35 kg di carne e altrettanti kg di grasso per ogni abitante, pur di non acquistare invitanti scatolette di Simmenthal al supermarket.
50.000 cittadini che anziché partecipare al grande party della globalizzazione, si riforniscono mediante una filiera corta che dà loro il 30% del fabbisogno annuale di carne (essiccata e affumicata) e di grasso (usato in cucina e come combustibile).
50.000 persone che non buttano via neppure le ossa degli animali uccisi, le quali fungono da materiale da costruzione, senza tralasciare il fatto che esiste un limite al n. di balene uccise ogni anno (circa mille l'anno) e che sono ammessi solamente gli strumenti che consentono una morte rapida. Proprio da quest'ultimo obbligo, deriva il rosso sangue hollywoodiano dell'acqua del mare che viene utilizzato dai mass media per creare un sentimento impopolare, quasi ad indicare chi siano i buoni e chi i cattivi; quasi ad avere uno scudo invisibile con cui difendersi, condannando i massacri del vicino ma tollerando le barbarie nel proprio giardino.
Ciò che veramente infastidisce le multinazionali e il sistema della comunicazione che ci tiene così tanto a trasmettere con orrore questo spettacolo rosso sangue ogni anno, è che gli abitanti delle isole Far Oer non consumano: autoconsumano. Non fanno quindi parte della globalizzazione, dell'enorme giostra dove o tu sali o ti fanno salire.
Se le comunità autonome non vanno alla Globalizzazione, la Globalizzazione andrà da loro. E' già scritto.
Entro pochi anni dovranno, infatti, per forza di cose, adeguarsi e far viaggiare petroliere e navi merci, per approvvigionarsi finalmente di cibo, del nostro cibo.
In questo modo, anche loro, potranno, o meglio dovranno, riempire il loro carrello di prodotti "sani", "puliti" e "moralmente corretti".
Ciò che veramente conta è non sapere come arrivano su quegli scaffali.
Ciò che veramente importa è non vedere più quelle acque macchiate di rosso sangue.
Ciò che veramente va in scena è il bue che dice cornuto all'asino.
Ciò che veramente esiste è il rendersi monopolisti di una civiltà che non abbiamo.
Tutto il resto è solo orrore che non ha importanza.
Il video che segue è un docu-film che vi invito a visionare. Si intitola "Earthlings".
- Per scendere dalla giostra -
14 dicembre 2011
Oh signore, dell'universo!
Categoria:
punti di svista
"Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente acché Satana ci metta alla prova".
Non vi preoccupate, questo blog non è diventato una costola dell'Avvenire, ma, bensì, riporta le impronunciabili e irrispettose parole che il blog di apologetica e news cattoliche Pontifex ha, scusate il gioco di parole ma è proprio il caso di dirlo, pontificato in merito alla tragica scomparsa di Francesco Pinna, l'operaio che è venuto a mancare durante l'allestimento del palco che avrebbe ospitato Jovanotti nel concerto di Trieste, tappa dell'Ora Tour del cantante Toscano.
Sono sicuramente frasi forti che non sembrano lasciare molto spazi ai dubbi e alle perplessità circa la meschinità, la cinicità, l'orientamento e l'opinione della testata on line in merito all'accaduto.
Con un post sul proprio sito, infatti, il blog vicino alla chiesa cattolica, ha evidenziato che la morte di Francesco Pinna è la giusta punizione per Jovanotti.
Inutili le filippiche che si possono sprecare sull'ipocrisia, la falsità e il bigottismo di una chiesa cattolica che ancora una volta ha perso l'occasione per non aprire bocca. Lo stesso culto che professa una dottrina atta a ricordare e pregare per le dipartite degli uomini, coglie la palla al balzo per lanciare invettive di alcun senso a pochi giorni di distanza dall'avvenuto, senza rispettare oltretutto il dolore della famiglia dell'operaio e, ne sono certo, quello dell'artista Toscano, che si è sempre dimostrato sensibile alle vicende umane, come testimonia la sospensione del tour da qui fino alla fine dell'anno.
Nella sua famosa "Questa è la mia casa" il cantante che non segue giustamente la politica dello "show must go on", cantava ironicamente nella prima strofa: "Oh signore dell'universo!" quasi ad invocare l'ascolto di una divinità che nella canzone stessa non era ben identificata in una religione specifica. Probabilmente il culto del Vaticano non si è lasciato sfuggire l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa evidenziando decisamente poca eleganza e tatto.
Per tutti i credenti che citeranno la famosa tesi che la loro fede non si basa sugli uomini che professano la religione ma sulla religione in sè, vi chiedo di tacere. Almeno in questi momenti. Piuttosto, se ci tenete così tanto, questo è un estratto del crudele post citato. Leggetelo e riflettete. Amen.
"A Trieste, mentre si montava una tribuna per il concerto di Jovanotti, un crollo improvviso è costato la vita ad un operaio e diversi feriti. Piangiamo una vittima senza colpa, preghiamo per lui e chiediamo sia fatta giustizia, indipendentemente dal nome o dal passato di chi sia responsabile per colpa. Davanti alle morti sul lavoro occorre massima fermezza, in quanto non è pensabile lasciare la vita e la famiglia per pochi soldi, mentre artisti e vip ingrassano. Detto questo, passiamo al resto. Ricorderete che una settimana fa, Fiorello si esibì con il suo penoso "salvalavita Beghelli", alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente ...
... acché Satana ci metta alla prova.
Una specie di "catechismo del male", giusto percorso spirituale, che ogni uomo deve affrontare al fine di santificare la propria vita, mediante fortezza e virtù.
Una positiva conseguenza del crollo è stata la sospensione del concerto di questo menestrello del vietato vietare, del tutto è permesso, della vita sregolata e dell'incitamento ad ogni scompostezza esistenziale.
Da questo e solo da questo punto di vista, esiste una giustizia divina che si oppone alla volgarità ed al libertinaggio senza censura, anzi, avallato da nomi noti che, così facendo, si fanno portatori di voce del Maligno.
Su certi avvenimenti della storia e nella storia, occorre meditare e riflettere, senza fingere che non riguardi noi e le nostre condotte scellerate ed offensive. Chi violenta il genere umano, chi istiga alle perversioni, non piace a Dio, in quanto degno servitore del Suo nemico, dell'angelo perverso e corruttore che è "principe di questo mondo" e che va combattuto, non appoggiato.
Questa è fede, non è invenzione o superstizione, questo è scritto anche nel Catechismo delle scuole elementari.Speriamo che il concetto lo capisca, piangendo una morte, anche Jovanotti.
Sappiamo bene che queste parole susciteranno le ire e gli insulti di uomini di poca fede o di siti di spam, ma di loro: "chissenefrega"."
16 novembre 2011
Una risposta complicata
Categoria:
mondo
"Mio nipote ha 13 anni, frequenta la prima liceo, studia, è bravo. Ieri l'ho sentito telefonicamente. Vive al SUD, in Puglia, 1000 km da me, Lombardia. Ieri, mi fa:
"Zio, non voglio più studiare. Non ne vale la pena. Mi piace studiare, ma non serve a nulla. Vedo i tg. Ci sono i soliti vecchi, Napolitano, ora Monti, ieri Berlusconi. E poi tutti quei cadaveri dei politici, dei sindacati, delle imprese che parlano di me, del futuro delle nuove generazioni. E poi ascolto che i giovani disoccupati sono il 30%, chi lavora di loro, non fa quello per cui ha studiato. La pensione non l'avrò. Dovrò lavorare fino a 70 anni.
Papà ha la macchina rotta e non può cambiarla. Fa i turni di notte e lavora di domenica.
Mamma torna stanca e stressata dal lavoro. Qui al SUD io non troverò mai un lavoro e non voglio andare via come te e zia. A scuola i laboratori sono chiusi perchè il Preside dice che non ci sono i soldi. Possibile che dei vecchi potranno pensare al mio futuro? E voi adulti non fate nulla per migliorare la situazione? Mi spieghi zio perchè devo andare a scuola?
"Non ho saputo rispondergli". (www.beppegrillo.it)
09 novembre 2011
25 ottobre 2011
17 ottobre 2011
R.I.P. indignato
Categoria:
controinformazione
Nessuno parla. Tutto tace. Media silenziosi e ovattati a discapito di migliaia e migliaia di persone pacifiche che hanno protestato e fatto valere i loro diritti di cittadini sabato nella capitale. Ampio risalto esclusivamente alle violenze (assolutamente da condannare) perpetrate a Roma.
Il silenzio scende sui cittadini. Ed è un silenzio pesante come un macigno e che purtroppo agli occhi di troppi vale molto più di tante parole, cartelli, cori e striscioni in merito a questa situazione mondiale.
Ebbene sì, mondiale, perché sabato pomeriggio le piazze gremite di cittadini erano numerose in tutto il mondo. Gremite di persone stanche di questo capitalismo, sature e stufe di una classe politica e di un sistema bancario creatore di un debito che viene accollato alla popolazione. E' un silenzio che in Italia ha come alleata la guerriglia urbana che si è scatenata nella Capitale, utile a strumentalizzare una manifestazione pacifica per fare di un'erba un fascio e coinvolgere tutti quanti. Utile a trasmettere un solo messaggio: questi manifestanti sono dei violenti.
Malgrado la maggioranza della gente abbia espresso la propria opinione e le proprie proteste con civiltà, infatti, poche centinaia di veri delinquenti sono riusciti a "fottersi la giornata", come espresso chiaramente da un rappresentante dei cosìddetti black bloc. Delinquenti che avevano organizzato i disordini già da giorni senza fare troppo mistero di voler mettere a soqquadro il centro della città; manifestanti aggressivi che sono stati lasciati liberi di operare, se non addirittura appoggiati da mele marce ai vertici.
Soprattutto nella rete in settimana, infatti, è stato notevole il trambusto e il rincorrersi di notizie relative ad organizzazioni violente che dichiaravano apertamente di voler dare una scossa antidemocratica alla manifestazione e di voler fornire un buon pretesto per strumentalizzare la piazza pacifica, ma non si è operato in nessuna direzione e non si è pianificato un piano anti sommossa reale per isolare questo manipolo di disonesti.
Ecco perché non si può accettare che si utilizzino le brutalità di un piccolo e ben individuato gruppo per colpire, tentare di ridurre al silenzio ed imbavagliare migliaia e migliaia di persone che in Italia e in tutto il mondo stanno facendo valere le proprie ragioni ed i propri diritti.
La domanda "perché" è tanto banale quanto spontanea, come lo è la risposta: il tutto stava bene a tutti, escluso a noi, cittadini indignati. Gli stessi indignati che la scorsa settimana a Wall Street avevano numerosi cartelli fra i quali uno indicava "Siamo il 99%!" quasi ad appurare e a voler sottolineare che la maggior parte della popolazione non ci sta e non vuole perdere questa battaglia vitale per il proprio futuro; la stessa battaglia che purtroppo il restante 1% sta ormai vincendo da troppi anni.
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